VALUTE DELLA SETTIMANA: DISASTRO PER LA LIRA TURCA. Ancora una volta le tensioni geopolitiche sono l’ago della bilancia.

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10 Ottobre 2017  Scritto da: Redazione


La moneta turca è la vera protagonista di questa settimana, risultando una delle peggiori valute su scala globale. La scorsa notte è stato registrato un forte deprezzamento, quando il cambio EurTry ha aggiornato nuovi massimi storici arrivando a perdere oltre il 6%. La debolezza della valuta turca è principalmente riconducibile alla crisi diplomatica tra Turchia e gli USA che ha portato entrambi i Paesi a sospendersi a vicenda i visti per l’immigrazione. Sul fronte interno, il referendum per l’indipendenza del Kurdistan dall’Iraq, prima che venisse dichiarato incostituzionale, aveva portato Erdogan ad assumere posizioni molto dure.

Sotto il profilo macroeconomico, i dati non sembrano essere migliori. L’inflazione è tornata sopra l’11% rispetto al target fissato dalla Banca Centrale e pari al 5%. Erdogan si è più volte detto contrario al rialzo dei tassi. Da quanto emerge dall’analisi del Gruppo MontePaschi, senza la possibilità di muoversi su questo versante, è difficile che l’inflazione torni ad avvicinarsi al target dell’Istituto. Eguale negatività arriva anche dalla bilancia delle partite correnti con saldo tornato in deficit per oltre 5Mld$.

Unico incoraggiamento proviene dalle riserve in valuta estera che nonostante siano in calo, rimangono su livelli storicamente elevati. Se la svalutazione dovesse ancora procedere, osservano i Capital Services di MPS, le Autorità turche avrebbero la possibilità di intervenire in ampia parte sul mercato vendendo dollari per comprare lire nel tentativo di bloccare la svalutazione.

Outlook: i movimenti del cambio EurTry tendono a rientrare nell’arco di qualche settimana secondo quanto osservato, l’area 4,50 che rappresenta uno storico intraday registrato, è una resistenza che potrebbe essere interrotta solo da un ulteriore inasprimento delle tensioni politiche.

Diversamente, negli Stati Uniti, il dollaro si rafforza con un index che ha registrato un nuovo massimo da oltre due mesi. A contribuire è stata la diffusione del report sul mercato del lavoro USA. Il cambio EurUSD si è spinto fino ad area 1,1670 per poi risalire sopra l’1,17. I movimenti al ribasso sul cambio sono riconducibili invece, alla debolezza generica della moneta unica, resa più grave dalle tensioni in Catalogna.

Debole anche la sterlina, con cambio EurGbp tornato sopra 0,89, deprezzamento anche per dollaro australiano e dollaro neozelandese.