UBS HOUSE VIEW: RIFLETTORI PUNTATI SUI RENDIMENTI AZIONARI. Più restrittiva la posizione della Fed.

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5 Ottobre 2017  Scritto da: Redazione


Continua la corsa del mercato azionario. All’indice MSCR All Country World è stato registrato un rendimento del 17%, circa il doppio del ritorno medio atteso per le azioni quest’anno. Tuttavia, in passato, le azioni che hanno prodotto rendimenti così alti hanno subito contrazioni e rallentamenti considerevoli. È quanto osserva Mark Haefele, Chief Investment Office di Wealth Management. Non ci si aspetta che un’eventuale flessione passi attraverso l’impennata dei prezzi petroliferi, l’adozione di politiche di austerity o un forte aumento dei tassi d’interesse, ma un rallentamento contenuto per le azioni che porterebbe a prevedere per i prossimi sei mesi mercati azionari con rendimenti intorno al 2-4%. 

La posizione della Federal Reserve rimane scettica riguardo la questione inflazione ma la scorsa settimana la Presidente Janet Yellen ha dichiarato che non aspetterà che l’inflazione risalga al 2% per alzare di nuovo i tassi.  In base agli ultimi dati, l’inflazione dovrebbe continuare a salire, il tasso di disoccupazione pari al 4,4%, sfiora i livelli più bassi degli ultimi 16 anni ed il National Financial Condition Index della Fed di Chicago, a quota -0,89, segnala che le condizioni sono relativamente accomodanti.

Il 2017 ha visto una volatilità piuttosto bassa nonostante le tensioni politiche. Da inizio anno infatti, i rendimenti dei Treasury a 10 anni si sono mantenuti tra il 2,01% e il 2,63%; la variazione annuale del FTSE 100, inferiore di poco al 7%, è la più modesta dal 1984. Anche sotto questo profilo ci si aspetta un cambiamento, continua l’UBS House View ma ottimista è la previsione per il futuro che vede le azioni globali ancora in salita e dunque un mantenimento del sovrappeso nel comparto.

Ancora in discussione la riforma fiscale statunitense. Il Presidente Trump ha annunciato una nuova proposta tributaria che prevede tagli importanti all’aliquota fiscale per privati e imprese. In prospettiva, i mercati appaiono più propensi ad un accordo: il Russell 2000 Small Cap Index, che comprende aziende minori che dovrebbero beneficiare di una riduzione di tasse, ha guadagnato il 5,6% su base mensile. L’UBS US Office of Public Policy attribuisce una probabilità del 55% a una riforma fiscale entro il prossimo anno.

Infine, stando ai dati EPFR, nel terzo trimestre sono stati ritirati 23 miliardi di dollari dai mercati azionari americani a fronte di un investimento pari a 41 miliardi di dollari in azioni di altri Paesi.