Multidisciplinarietà e formazione, il valore aggiunto che i professionisti di Carnà & Partners apprezzano. L’intervista al Partner Mario Chiodi.

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31 Maggio 2017  Scritto da: Redazione


Mario Chiodi, partner di Carnà & Partners, ha iniziato il suo percorso all’interno dello studio professionale subito dopo quello universitario, anzi ancora prima. La multidisciplinarietà è una caratteristica sia dello studio di cui fa parte che della sua personale formazione che ha unito il percorso di economia aziendale a quello di finanza e controllo.
In particolare, Carnà & Partners ha maturato specifiche esperienze in settori quali Life Sciences, Energy, Oil and Gas, Fashion & Luxury. Con lui abbiamo parlato vis à vis anche di questo.

Quanto contano la valorizzazione delle risorse umane e la qualità dell’ambiente lavorativo per il proprio sviluppo professionale?
Sono entrato a far parte di Carnà & Partners nel 2008 mentre frequentavo il Master of Science in Amministrazione, Finanza e Controllo all’Università Bocconi di Milano. È stata l’occasione per iniziare sin da subito a mettere in pratica quanto appreso sui libri ed imparare a relazionarmi con il mondo del lavoro.
Ho mosso i primi passi facendo il tirocinio da Dottore Commercialista e Revisore Legale, però da allora non ho mai cambiato studio. La motivazione è da ricercarsi nelle continue opportunità di crescita professionale ricevute, affiancando professionisti con grande esperienza e prendendo parte a progetti ad elevata complessità.  Ovviamente le opportunità vengono date, ma bisogna anche saperle cogliere con impegno, responsabilità e un pizzico di curiosità.
Sicuramente i driver di uno sviluppo professionale devono essere ricercati anche nella valorizzazione delle risorse umane. Questa è la politica del nostro studio, che il fondatore, Ascensionato Raffaello Carnà, ha perseguito sia nei miei confronti che di altri colleghi di studio, non lasciandoci mai nelle retrovie e dandoci il giusto spazio nella gestione sia dei progetti che dei rapporti con la clientela. Un metodo vincente che ha consentito di creare una squadra di professionisti qualificati.
Il tutto è stato possibile grazie anche ad un’ambiente di lavoro sano, competitivo al punto giusto, ed imperniato su alcuni valori imprescindibili: onestà, trasparenza e chiarezza. Valori che ormai fanno parte dell’identità di Carnà & Partners: being ethical is always a good business.

Quali caratteristiche sono richieste per abbracciare l’intero ventaglio di servizi che offrite?
Noi siamo dei gestori di rischi siano essi di compliance, finanziari, operativi. Per svolgere al meglio questa professione è necessario avere una visione quanto più ampia possibile sia dell’azienda cliente che del settore in cui opera e delle relative regole del gioco. Le competenze acquisite e l’attività di studio continua sono la base per offrire ai propri clienti prestazioni professionali di alto livello vocate per definizione alla risoluzione di problemi, presenti e possibili futuri.
Le conoscenze seppur ampie e trasversali del singolo spesso non sono sufficienti. Per soddisfare le esigenze dei nostri clienti, componiamo i singoli team di lavoro con professionisti dotati di competenze specifiche per ogni ambito richiesto.

Quali sono stati i settori più recettivi dal vostro punto di vista per l’implementazione di programmi anticorruzione? Quali l’hanno vista maggiormente coinvolta in prima persona?
Il tema della corruzione è purtroppo di attualità quotidiana con continue indagini che mettono alla luce fenomeni di illegalità dilaganti. Al contempo si assiste sempre più all’aumento di singoli e di aziende che vogliono contrastare tali fenomeni.
I settori più sensibili a queste tematiche sono quelli più esposti al cosiddetto rischio di corruzione, quali grandi opere, oil & gas e farmaceutico. Il principale strumento di prevenzione attuato in questi anni risiede nell’adozione ed implementazione dei Modelli 231 e delle cosiddette policy anticorruption.
Il nostro è un approccio pragmatico mirato alla gestione integrata dei rischi di compliance siano essi 231, antitrust, fiscali o di privacy. In questo modo il Modello 231 diventa sempre più un vero e proprio strumento di governance aziendale. Il nostro obiettivo primario è di evitare la creazione di sovrastrutture burocratiche all’interno delle società che rischiano di non essere attuate perdendo di utilità ed efficacia.
Proprio di recente abbiamo terminato un progetto per una multinazionale italiana con lo scopo di disegnare e successivamente implementare una policy anticorruzione di gruppo in tutti e cinque i continenti. Un progetto molto sfidante, in cui la vera difficoltà è stata definire regole e standard di comportamento che fossero conformi con le singole normative locali.

Oltre alla prevenzione dei rischi, fornite assistenza anche nella fase di cosiddetta patologia della vita di impresa…
Negli anni abbiamo acquisito una notevole esperienza in attività di investigazioni interne in caso di possibili frodi aziendali, anche al fine di verificare eventuali profili di responsabilità degli amministratori, dei sindaci, degli esponenti aziendali, dei dipendenti e dei partner.
Oltre alle frodi, veniamo coinvolti come consulenti tecnici di parte nell’ambito di procedimenti 231 a carico delle società coinvolte. In quest’ultimo caso il nostro ruolo, perlopiù di supporto agli avvocati difensori, può avere la finalità sia di accertare le eventuali responsabilità dei singoli e dell’azienda nell’ambito dei procedimenti in essere. Devo dire che è l’attività senza dubbio più entusiasmante e ricca di soddisfazioni professionali.

Ci racconta un caso di successo?
Per ragioni di riservatezza non forniamo i nomi dei clienti che assistiamo, ma le posso raccontare due casi.
Qualche anno fa veniamo coinvolti come consulenti nell’ambito di un procedimento penale per truffa ai danni dello stato. Il caso suscitò molto clamore sulla stampa nazionale e locale. Ci furono indagini della Guardia di Finanza che durarono molti mesi e che portarono alla costruzione di un’inquietante capo accusatorio nei confronti delle persone fisiche e giuridiche indagate. Ci fu chiesto di ricostruire i fatti partendo dagli atti di indagine. Costituimmo un team di lavoro che analizzò migliaia di pagine di documentazione e dalle nostre analisi emerse un quadro diverso rispetto a quanto prospettato dall’autorità inquirente. Gli avvocati penalisti depositarono le loro memorie con allegata la nostra consulenza tecnica. Il risultato? L’indagine fu archiviata.
Il secondo caso, di qualche mese fa, riguarda un’importate banca straniera accusata dal pubblico ministero di concorso in riciclaggio. Anche in questa circostanza fummo ingaggiati dallo studio legale che seguiva la banca allo scopo di elaborare una indipendent opinion sul Modello 231 attuale della società e sulle azioni intraprese dall’attuale management dell’istituto di credito per evitare il ripetersi degli illeciti. Anche in quel contesto il risultato fu ottimo.

Claudia Chiari