L'ASSET MANAGEMENT AL BIVIO FINTECH. L'intervista con Giuseppe Calabrese di Rataran Rating & Ranking

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18 Maggio 2017  Scritto da: Redazione


Un nuovo modello di asset management tra fintech e approccio basato su gamification e probabilità condizionata. FinanzaeDiritto.it ne ha parlato con Giuseppe Calabrese, fondatore di Rataran Rating & Ranking.

 

Cosa si intende per Rataran con “nuovo modello di asset management”?

Attualmente all'interno di società di asset management lavorano diverse componenti, tra le quali il team di gestione, il cui obiettivo è gestire i risparmi degli investitori, il team di Ricerca e Analisi, il quale supporta il team di gestione nella sua attività, il Risk Management, il quale deve assicurarsi che il team di Gestione rispetti la politica d'investimento e il Compliance Officer, che si deve preoccupare che tutta la struttura lavori in linea con la normativa. All'interno di questo modello l'interesse del team di gestione non collima con quello degli investitori, dal momento che questi ultimi hanno come obiettivo l'ottenimento di un rendimento positivo mentre il team di gestione ha l'obiettivo di battere un benchmark e di portare a casa un bonus a fine anno. Sono diversi gli studi in cui si nota come la volatilità di un gestore possa cambiare in funzione della sua probabilità di ottenere un bonus. Secondo questi studi, quando un gestore aveva già "in tasca" il bonus, la volatilità del fondo tendeva a crollare e ciò per evitare di perdere il bonus ormai acquisito. Al contrario, la volatilità tendeva ad aumentare quando il fondo era in "drawdown" in quanto il gestore prendeva più rischio per recuperare la perdita e riportarsi in utile.

Con Rataran vogliamo far collimare gli interessi di investitori e gestori. Vogliamo mettere al centro il Risk Management, che si trasforma in un grande selettore di talenti da mettere a disposizione degli investitori. Solo chi è in grado di raggiungere gli obiettivi di rischio e rendimento potrà entrare a far parte del team di gestione che, quindi, diventa fluido nel tempo.

Il vostro approccio punta si basa su due aspetti: gamification e probabilità condizionata. In cosa consistono?

Usiamo la gamification per eliminare lo stress “da trading”. Quando un trader effettua un’operazione entrano in gioco due aspetti: quello tecnico, ovvero il motivo che ha spinto il trader ad effettuare quella specifica operazione, che può essere, grafico, fondamentale o statistico. L’altro aspetto riguarda l’ammontare di capitale da allocare per il trade. Nella nostra visione, l’aspetto tecnico è oggettivamente verificabile e analizzabile, quello relativo all’allocazione di capitale è soggettivo e quindi non analizzabile empiricamente.

Al fine di separare le due componenti, per poter quindi analizzare solo l’aspetto tecnico, abbiamo modificato il tipico approccio alla gamification applicato dal mondo finanziario, che consiste nell’assegnare un capitale virtuale da far gestire, eliminando questo aspetto. A noi interessa il segnale di trading e non il capitale da allocare ad ogni trade. Il trader quindi non ha un capitale virtuale o reale iniziale da gestire, ma deve solo inserire le sue idee di investimento. Sarà il nostro algoritmo che, analizzando l’universo dei segnali pubblicati in un periodo di tempo minimo di 4 mesi, che ci dirà come lavora il trader e, di conseguenza, quanto allocare per ogni operazione.

Parliamo di probabilità condizionata riferendoci al fatto che i nostri trader lavorano in maniera indipendente, senza confrontarsi né conoscersi. Questo riduce il rischio dell’effetto “gregge” ovvero la probabilità che un trader di spicco e carismatico possa convincere altri trader della bontà della sua idea, con il risultato di creare una strategia basata su una sola persona. Grazie al nostro approccio, ogni trader è libero da ogni costrizione o persuasione aumentando di fatto l’effetto diversificazione.

L’attenzione verso il Fintech è sempre maggiore, ma ci sono ancora alcune ritrosie. Come vincerle?

Fino adesso l’attenzione del Fintech si è rivolta ai Robo-Advisors, ai sistemi di pagamento e alle piattaforme di lending peer-to-peer. L’asset management è stato solo sfiorato dalla rivoluzione Fintech.

La ritrosia penso sia dovuta al fatto che la maggior parte delle realtà Fintech si siano presentate sotto il motto di “disruptive innovation”, ovvero come un qualcosa destinato a distruggere il vecchio ordinamento finanziario. Questo, automaticamente porta a far sì che gli incumbent si arrocchino su posizioni difensive e vedano con sospetto queste nuove realtà, spesso ostacolandole. La caratteristica di Rataran è di essere una “Sustaining Innovation”, ovvero vuole supportare l’istituzione finanziaria a migliorare l’efficienza dei propri prodotti e servizi, sfruttando la tecnologia della “conoscenza collettiva”. D’altronde è un processo inevitabile: nel mondo ci sono migliaia di trader con una buona metodologia di lavoro. Si tratta solo di trovare il meccanismo giusto per canalizzarla in modo tale da supportare un investment manager nella creazione e gestione di prodotti finanziari.

In merito al lancio di nuovi prodotti, come vi state muovendo?

Relativamente all’uso della conoscenza collettiva, quale strumento di supporto al gestore patrimoniale nello svolgimento de suo lavoro, stiamo notando un notevole incremento della curiosità da parte della clientela istituzionale.  A tale riguardo un investment manager internazionale ha voluto creare il primo prodotto finanziario legato a questa logica. Sarà un certificate emesso da Commerzbank AG e partirà con circa 10 milioni di euro. Il prodotto verrà emesso il 23 maggio e il periodo di sottoscrizione terminerà il 6 giugno. Sarà destinato esclusivamente a clientela istituzionale e professionale.

Il 29 giugno sarete protagonisti di un evento in Borsa che tratterà il rapporto tra asset manager e Fintech. Di cosa si parlerà?

Si, esatto. Il 29 giugno si terrà una sorta di “Rataran Day”, che non vuole essere un momento di autocelebrazione, ma semplicemente il primo passo per cercare di capire in che modo l’asset management può migliorare e al contempo innovare il proprio approccio alla gestione patrimoniale. All’evento ci saranno, oltre a personalità di spicco del Fintech mondiale, come Paolo Sironi, autore di Fintech Innovation, personalità legate al mondo bancario e della consulenza finanziaria indipendente come Massimo Scolari, ma anche rappresentanti dell’università (italiana e svizzera), i nostri traders e gli aspiranti tali. Insieme, faremo il punto della situazione per capire fino a dove l’applicazione della “conoscenza collettiva” può supportare le società di asset management. Per iscriversi: https://www.rataran.com/happenings/testevent1/register/