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Le regole per le societÓ emittenti titoli diffusi

30 Marzo 2011 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista


www.studiochiari.com

Le regole per le società emittenti titoli diffusi

  

            Premesso che le Società per Azioni si dividono tra società che fanno ricorso al mercato dei capitali di rischio (così dette “aperte”) e società che non vi fanno ricorso (così dette “chiuse”). Necessariamente a tali società “aperte” si applicano le norme previste dal DLgs. 58/98 relativo alle quotate, ma nei limiti previsti dall’art. 116, del DLgs stesso, che rinvia ad un specifico regolamento Consob.

            Si ricorda che, ai sensi dell’art. 2325-bis C.C., le società che fanno ricorso al mercato dei capitali di rischio sono quelle quotate e quelle che, pur non essendo quotate, emettono titoli diffusi in misura rilevante tra il pubblico.

            Il regolamento Consob, al quale rinvia l’art. 116 del Dgls, è relativo all’’individuazione dei criteri in base ai quali viene decretata la rilevanza o meno della diffusione tra il pubblico dei titoli emessi da una società. Infatti il comma 1 dell’art. 2-bis del regolamento Consob 11971/1999 stabilisce che una SpA italiana non quotata si considera comunque “società con azioni diffuse in misura rilevante tra il pubblico” se risultano contestualmente verificate le seguenti ambedue condizioni:

-          il numero degli azionisti della società, diversi da quelli di controllo, sia superiore a 200 e la percentuale complessiva di capitale sociale da essi detenuta sia almeno pari al 5%;

-        la società non ha la possibilità di redigere il bilancio in forma abbreviata, ai sensi del comma 1 dell’art. 2435-bis c.c.

            Il successivo comma 2 del medesimo art. 2-bis stabilisce, però, che i limiti di cui al comma precedente si considerano superati soltanto se le azioni alternativamente:

-         abbiano costituito oggetto di un’offerta al pubblico di sottoscrizione e vendita o corrispettivo di un’offerta pubblica di scambio;

-      abbiano costituito oggetto di collocamento, in qualsiasi forma realizzato, anche rivolto ai soli investitori qualificati (come definiti dalla lett. b) del comma 1 dell’art. 34-ter dello stesso regolamento);

-       siano negoziate su sistemi multilaterali di negoziazione con il consenso della società o del socio di controllo;

-          siano emesse da banche e siano acquistate o sottoscritte presso le loro sedi o dipendenze.

In altri termini:

-          se non risulta verificata alcuna delle quattro pre-condizioni poste dal comma 2, una società non si considera emittente azioni diffuse in misura rilevante tra il pubblico anche se risultano verificate ambedue le condizioni poste dal comma 1;

-         se risulta invece verificata almeno una delle quattro pre-condizioni poste dal comma 2, una società va considera emittente azioni diffuse in misura rilevante tra il pubblico, semprechè risultino verificate ambedue le condizioni poste dal comma 1.

            Nel regolamento Consob i criteri per la rilevanza della diffusione sono in ogni caso esclusi a priori dal novero delle società emittenti azioni diffuse in misura rilevante tra il pubblico quei soggetti le cui azioni sono soggette a limiti legali alla circolazione riguardanti anche l’esercizio dei diritti aventi contenuto patrimoniale, ovvero il cui oggetto sociale prevede esclusivamente lo svolgimento di attività non lucrative di utilità sociale o volte al godimento da parte dei soci di un bene o un servizio (comma 3 dell’art. 2-bis del regolamento Consob 11971/1999).

            Un soggetto italiano, infine, può considerarsi emittente obbligazioni (anziché azioni) diffuse in misura rilevante tra il pubblico se risulta dotato di un patrimonio netto non inferiore a 5 milioni di euro ed ha un numero di obbligazionisti superiore a 200 (comma 4 dell’art. 2-bis del regolamento Consob 11971/1999).

            Il comma 1 dell’art. 108 del regolamento Consob 11971/1999 stabilisce che, quando risultano verificate le condizioni previste dall’art. 2-bis, un ente si considera emittente strumenti finanziari diffusi in misura rilevante tra il pubblico a partire dall’inizio dell’esercizio successivo a quello nel corso del quale le predette condizioni si verificano e fino alla chiusura dell’esercizio nel corso del quale le predette condizioni vengono meno.

 

 




            

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