xm zero
FinanzaeDiritto sui social network
14 Novembre 2018  le interviste  |  professionisti  |  chi siamo  |  forum  |  area utenti  |  registrati

            




LA SUCCESSIONE FA TREMARE L'IMPRESA

22 Ottobre 2010 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista


www.studiochiari.com

 

 

LA SUCCESSIONE FA TREMARE L’IMPRESA

 

 

            La crisi arriva e passa. Un’azienda solida può affrontarla e sopportarla. Ma, il passaggio generazionale, il figlio che prende le redini dell’azienda di famiglia, se non affrontato per tempo e ben gestito può essere un trauma che affonda anche le realtà più floride. Del resto i numeri parlano chiaro: il 60% degli imprenditori italiani ha più di 60 anni ed il 40% delle imprese italiane, già entro il 2010, dovrebbe affrontare questo difficile passaggio fra generazioni. Uno scoglio che 8 imprenditori su 10 guardano con grande timore, senza avere neppure un’idea chiara del percorso necessario per affrontarlo. E anche in questo i numeri sono una conferma: solo il 24% dele aziende sopravvive al passaggio fra prima e seconda generazione e solo il 14% sopravvive anche alla terza.

            Se poi si pensa che, in molti casi, quella tappa obbligata che è il passaggio generazionale, per molti anni è in realtà una compresenza in azienda di genitori e figli, e in qualche caso con “giovani cinquantenni” che ancora non hanno preso in mano le redini, ecco che il quadro si complica di più.

            In Toscana i numeri non si discostano molto dal quadro nazionale. Una recente indagine dei Giovani Imprenditori di Confindustria di Siena registra che, fra gli associati di età compresa fra i 33 e i 36 anni, il 75% è rimasto nell’azienda di famiglia, il 15% ha avuto un’esperienza e poi ha avviato una propria attività e solo il 10% non ha avuto un background di esperienza familiare.

            Le imprese su base familiare - ha detto il Prof. Filippo Dami, professore di diritto tributario all’Università di Siena - sono e restano, nel nostro tessuto produttivo, quelle che producono, nel tempo, maggior valore. Il ricambio generazionale, nella storia della vita dell’impresa, è uno dei momenti più critici, perché garantire la successione generazionale all’impresa significa garantire un percorso virtuoso che ne preservi i valori. Quei valori che il socio fondatore, con anni di sacrificio e di lavoro, ha assicurato a quell’attività. Bisogna affrontarlo con coraggio, e capire - da parte del padre e del figlio - se davvero il soggetto che potrà garantire il futuro è nella famiglia oppure no.

            Dai dati Istat, pubblicati nel “rapporto annuale 2008”, risulta che le piccole imprese familiari (definite come “famiglie produttrici”), negli ultimi sei anni, hanno avuto un peso, in termini di valore aggiunto, tutt’altro che trascurabile, pari quasi ad un quinto dell’insieme dell’economia complessiva nazionale. In Toscana (ma anche il Valle d’Aosta, Veneto, Basilicata e Piemonte) le famiglie produttrici sono cresciute a ritmi elevati  dando contributi alla crescita nettamente superiori a quelli della media nazionale (21% contro il 16%). Trattandosi di un elemento fondamentale nell’economia del Paese, ad ogni livello, nazionale, regionale e locale, il rafforzamento e le capacità di crescita dell’impresa familiare viene a ricoprire un ruolo determinante, e richiede attente strategie in particolare nelle fasi del passaggio generazionale.

            Sono molte le scelte da fare. In primo luogo nella formazione dei successori: quali studi far seguire? Quali esperienze servono? In azienda  o in altre aziende, per il confronto con altri imprenditori? E poi da parte dei figli va gestita la fase in cui il dovere morale prevale sul resto, con il peso di non voler deludere le aspettative di chi ha consentito loro un tenore di vita elevato. L’assunzione di responsabilità avviene un poco alla volta, finché l’azienda viene lasciata integralmente nelle mani dei giovani. Ma non sempre la coesistenza è così facile. E, talvolta, la morte naturale del fondatore può lasciare un vuoto difficile da colmare.

            Il passaggio generazionale è quindi una fase critica nelle aziende e chi non la gestisce nei modi e nei tempi giusti può trovarsi in ginocchio e ne va della sopravvivenza stessa dell’azienda. Ci deve essere capacità di delega da una parte e voglia di assumersi responsabilità, con umiltà, dall’altra. Non si entra nelle aziende da amministratori delegati, ma dal basso. E non mi riferisco solo alla proprietà: il ricambio c’è anche a livelli dirigenziali, ed è altrettanto importante.

 

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN ITALIA

Imprenditori con più di 60 anni di età

43%

Imprese che entro il 2010 dovranno affrontare il passaggio generazionale

40%

Imprenditori familiari coinvolti ogni anno nel passaggio generazionale

66.000

Presenza di un discendente nel gruppo di comando dell’azienda

70%

Imprenditori che manifestano la volontà di lasciare l’azienda ad un familiare

68%

Imprenditori che considerano il passaggio generazionale un fenomeno gestibile con grandi difficoltà o impossibile da gestire

80%

 

Le imprese rimangono a controllo familiare nei primi tre passaggi generazionali

 

LO STATO GENERAZIONALE AI VERTICI DELL’AZIENDA

Prima generazione

27,8%

Seconda generazione

41,0%

Terza generazione

21,2%

Quarta generazione

8,0%

Quinta generazione

1,4%

Sesta generazione

0,1%

Settima generazione

0,5%

 

Le imprese italiane sono meno preparate alla successione di quelle statunitensi

 

CARATTERISTICHE AZIENDALI

Italia

Usa

Peso dei familiari tra i dirigenti

43%

36%

Presenza di esperti esterni nel CdA

29%

51%

Imprenditori che hanno fissato l’età del ritiro

10%

40%

Imprese con regole scritte per la successione

7%

44%

Imprese informate sulla fiscalità nelle successioni

35%

58%

 

            Il nostro Studio è a disposizione, con tutto il suo Staff, per assistere gli Imprenditori nel risolvere le problematiche relative ai delicati momenti del passaggio generazionale, sottolineando, ancora, che tale fase deve essere gestita con oculatezza e preparazione, ma anche che può essere una grande occasione di crescita e di cambiamento.

 

                                                                       Luciano Chiari

                                                              Dottore Commercialista

 

Studio Chiari S.r.l.

Arezzo - Piazza della Repubblica, 24

Telef. 0575/355656 - Fax 0575/353969

Web: www.studiochiari.com

 

 




            

Altri articoli scritti da Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista

Ultimi commenti degli utenti

Nessun commento







cfsrating



Powered by Share Trading
Everlasting