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Zangani Investor: per investitori italiani investire in start-up ad alto rischio strada tutta in salita

7 Aprile 2010 - Autore: Carmelo Cutuli


 Secondo Zangani, le differenze principali tra gli investitori italiani ed americani sono da ricondursi quindi alla mentalità oltre che alla reale disponibilità di fondi - “Ci sono ovviamente delle eccezioni da parte di gruppi sofisticati, ma se lei domani lancia in Italia una raccolta per costituire un fondo con lo scopo di investire in start-up ad alto rischio non credo raccoglierà I fondi necessari mentre da noi, negli Stati Uniti, questa è un’operazione comune.”

La burocrazia italiana che rallenta moltissimo il business nel nostro Paese spaventa gli investitori e startupper d’oltreoceano tanto che “In passato abbiamo cercato di incoraggiare start-up o ‘fase uno’ americane a venire a sviluppare i loro progetti in co-venture in Italia, ma fatidicamente quando mi hanno fatto la classica domanda ‘che incentivi ho?’ non sono mai stato in grado di dare loro una risposta perche è molto difficile orientarsi tra Unione Europea, Governo Nazionale e Governo Regionale, tutta questa burocrazia allontana qualsiasi persona che consideri l’Italia”.

Zangani ha colto infine l’occasione per dare qualche piccolo consiglio agli start upper italiani “Innanzi tutto siate molto selettivi sulle potenziali opportunità che si presentano; guardate sempre alle nuove tecnologie, strutturate l’investimento in ‘milestone’ da essere raggiunte per gradi e infine dotatevi sempre di due rappresentanti nel consiglio di Amministrazione, uno che copra la parte finanziaria (CFO) ed uno quella tecnica (CTO).”




            

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