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Investire: L'idea della settimana n.37 / 11 Febbraio 2010

11 Febbraio 2010 - Autore: Dott. ENRICO DEMUTTI


I mercati emergenti sono già protagonisti - da tempo - di un ampio incremento della domanda. C'è da aspettarsi ancora in tal senso un trend positivo, e questo trend è assolutamente solido e sostenibile. Specialmente India, Brasile e Cina saranno i protagonisti di questo rapido capovolgimento e riequilibrio delle forze nei prossimi anni. A fronte, i paesi industrializzati tradizionali, Europa, Stati Uniti e Giappone, chiaramente in difficoltà per le note vicende che hanno colpito i mercati finanziari nel 2008, stenteranno a dare segni forti di ripresa. I fattori che bloccano la ripresa nei paesi occidentali sono l'elevato tasso di disoccupazione, vicino ai massimi, miscelato con un forte indebitamento medio dei nuclei famigliari, dovuto all'acquisto delle case, ma non solo. In questo senso, decisive saranno nei prossimi mesi le riforme strutturali che verranno messe in atto in Europa per consentire la rinascita dei consumi privati: se tali riforme saranno ben strutturate, sarà più facile vedere il PIL Europeo tornare ai livelli pre-crisi. Tutti questi fattori ci spingono a pensare che investire nei settori che sono maggiormente esposti verso i mercati emergenti possa essere una scelta vincente, nei prossimi 24-36 mesi: i beni voluttuari e di lusso ad esempio; molti operatori stanno tenendo aperte posizioni di rischio anche sulle valute locali emergenti (Indonesia, Brasile, polonia sono gli esempi più concalmati), contando anche sull'andamento positivo dei cambi delle divise di questi paesi rispetto all'euro. E.


            

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