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SCUDO FISCALE: pronuncia Cassazione

15 Marzo 2012 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista

 

www.studiochiari.com
 
Sent. Cass. n. 28724 del 19.07.2011:
 
a quali redditi si applica la non punibilità garantita dallo scudo fiscale?
 
Secondo quanto stabilito dalla Cassazione con la sentenza n. 28724 del 19.07.2011 lo scudo fiscale si applica rigorosamente aii capitali rimpatriati e non copre il reato di omesso versamento Iva. A tal proposito ricordiamo che la ridefinizione della normativa volta a consentire l'emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all'estero da soggetti residenti in Italia, il cosiddetto “scudo fiscale-ter”, è avvenuta ad opera dell’articolo 13-bis, introdotto nel Dl “anticrisi” 78/2009, successivamente modificato dall'articolo 1 del Dl 103/2009. Il Dl 78 ha istituito un’imposta straordinaria per regolarizzare la posizione fiscale di chi, fino alla data del 31 dicembre 2008 e successive proroghe, ha esportato o detenuto all’estero capitali o altre attività in violazione dei vincoli valutari e degli obblighi tributari sanciti dalle disposizioni sul cosiddetto “monitoraggio fiscale” (Dl 167/1990, convertito con modificazioni dalla legge n. 227/1990), nonché degli obblighi di dichiarazione dei redditi imponibili di fonte estera (circolare 43/2009). Si aggiunge che il Dl 78/2009 presenta, altresì, un esplicito richiamo agli adempimenti antiriciclaggio cui devono adeguarsi gli intermediari e i professionisti che sono chiamati a seguire le operazioni di “emersione”, i quali “devono” rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela, registrazione e segnalazione previsti dal Dlgs 231/2007. Gli effetti prodotti dall’adesione alla sanatoria (Dl 350/2001, relativo al primo scudo fiscale) sono così riassumibili:
-          preclusione di ogni accertamento tributario e contributivo per i periodi di imposta non scaduti, limitatamente agli imponibili rappresentati dalle somme o dalle altre attività costituite all’estero e oggetto di rimpatri;
-          estinzione delle sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali e quelle sul monitoraggio fiscale;
-          esclusione della punibilità per i reati indicati nell’articolo 8, comma 6, lettera c), della legge 289/2002 (in particolare quelli previsti dagli articoli 2, 3, 4, 5 e 10 del Dlgs 74/2000), quando tali reati siano stati commessi per eseguire od occultare i predetti reati tributari, ovvero per conseguire un profitto e siano riferiti alla stessa pendenza o situazione tributaria.
 
Con la sentenza 28724/2011, la Cassazione ha dichiarato infondati i ricorsi dei contribuenti, ritenendo priva di valore l’asserzione da loro sostenuta sulla valenza ontologica della dichiarazione di emersione, che sarebbe atta a coprire ogni tipologia di infrazione penale commessa. In altri termini, l'esonero riguarda esclusivamente le condotte che fanno riferimento ai capitali oggetto, prima di espatrio illegale e, dopo, di rimpatrio sanato attraverso lo scudo fiscale. Occorre, quindi, che ci si riferisca a reati di fraudolenta, omessa o infedele dichiarazione riconducibili alle somme che si sono riportate in Italia, ma l'assenza di un siffatto legame rende del tutto sterile la “protezione”, con la conseguenza che se non si riesce a dimostrare, come nel caso di specie, che le somme rimpatriate (o regolarizzate) sono quelle trasferite all'estero a seguito della commissione dei reati contestati, nessuna esclusione di punibilità può essere invocata. In concreto, quindi, lo scudo fiscale non può comunque coprire reati legati agli omessi versamenti dell’Iva e delle ritenute alla fonte (rispettivamente articoli 10-ter e 10-bis Dlgs 74/2000) o reati legati a condotte illecite diverse da quelle espressamente previste, come il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (articolo 11 Dlgs 74).
 



            

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Oltre alla rateizzazione in tre tranche dell'acconto relativo all'Imu l'emendamento al decreto legge sulle semplificazioni fiscali, che il relatore Gianfranco Conte depositer luned, dovrebbe contenere anche il nuovo differimento a met luglio dell'imposta di bollo sui soggetti scudati. Se verr confermata si tratter della seconda proroga in pochi mesi. Il termine, inizialmente previsto era al 16 febbraio scorso, poi stato slittato al 16 maggio dal decreto sulle semplificazioni tributarie. Gli intermediari finanziari lamentano difficolt, non ancora risolte, per la ricostruzione e i calcoli dell'imposta dovuta. Difficile anche rintracciare i contribuenti interessati, soprattutto quelli che hanno approfittato del primo scudo fiscale del 2001.

14 Aprile 2012 ore 12:43:04 - Luciano Chiari







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