Pagamenti in contanti da cittadini extracomunitari

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Aabel
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Iscritto il: ven 22 feb 2013, 14:32

Pagamenti in contanti da cittadini extracomunitari

Messaggioda Aabel » ven 22 feb 2013, 15:20

Buongiorno a tutti,
sono un cittadino svizzero ed ivi residente, e vorrei sottoporvi quanto successo per avere un vostro parere.
Recentemente ho trascorso un periodo di ferie di una settimana con la mia famiglia in un hotel in Italia. Al momento di lasciare l’albergo ho provato a pagare in contanti il conto (circa Euro 8'000) ma tale pagamento mi è stato rifiutato (dal direttore/proprietario stesso) con le seguente motivazione:

“è vero che per i residenti extracomunitari la legge prevede il limite massimo di Euro 15'000 (in deroga al limite di Euro 1'000 previsto per i cittadini comunitari) per pagamenti in contanti, ma la procedura per l’incasso è molto complessa e difficile, prevede la stipula di un contratto preventivo con l’agenzia delle entrate, un onere burocratico elevato, nonché una procedura complessa per la gestione del contante, cosa a cui noi abbiamo deciso di rinunciare data la complessità.
Inoltre sulla nostra conferma di riservazione era indicato (al vero molto in piccolo e poco leggibile) che non accettiamo pagamenti in contanti superiori ad Euro 1'000”

Queste in sintesi le motivazioni del direttore, nonché proprietario dell’hotel, alle quali nulla sono valse le mie insistenze.
La ragione per la quale volevo pagare in contanti è semplicemente che la mia carta di credito è in Franchi Svizzeri, sui pagamenti in altre valute viene calcolato un tasso di cambio in CHF che è sempre di un buon 5/6% inferiore al tasso di cambio di mercato, pertanto prima di partire ho cambiato ad un ottimo tasso i miei CHF in Euro e li ho presi in contanti. L’aver pagato con carta di credito genererà un onere aggiuntivo di almeno 400/500 euro. Negli ultimi 20 anni ho sempre pagato in contanti i conti degli alberghi e non ho mai avuto problemi.

Al rientro a casa ho fatto un piccola ricerca in merito, in quanto ero a conoscenza solo sommariamente della norma ma non dei dettagli.

Il decreto semplificazioni fiscali DL 16/12, tramutato in legge no. 44/2012, ha aumentato la soglia di utilizzo di denaro contante ad Euro 15'000 da parte di persone fisiche non residenti in Italia e con cittadinanza diversa da quella di uno Stato UE o SEE.
La procedura per poter beneficiare del nuovo limite prevede che, il cedente/prestatore, oltre ad inviare la comunicazione preventiva di adesione all’Agenzia delle Entrate (tramite un semplice formulario che ho trovato online, e non un contratto come asserito) e ad acquisire la documentazione attestante la cittadinanza e la residenza del cliente (copia del passaporto e autocertificazione rilasciata dal cliente), deve versare il denaro incassato su un proprio conto corrente appositamente individuato e consegnare all’istituto di credito copia della comunicazione preventiva di cui sopra.
Sembra però effettivamente che la richiesta di autorizzazione sia facoltativa e non obbligatoria.
Il senso della norma originaria (limite di Euro 1'000 per pagamenti in contanti) è stata introdotta per combattere l’evasione fiscale italiana ed ai fini di tracciabilità fiscale, il decreto semplificativo ha corretto la distorsione di tale norma nei confronti di residenti extracomunitari come il sottoscritto, che per il fatto di non essere residente italiano, non è tracciabile fiscalmente in Italia.

D’altro canto gli art. 1277 e 1278 del Codice Civile Italiano sanciscono il corso legale della moneta, avente per legge potere liberatorio, cioè la caratteristica di non poter per legge essere rifiutata per l’estinzione delle obbligazioni pecuniarie nello Stato in cui essa è emessa. L’art. 693 del Codice Penale punisce (con una sanzione amministrativa) chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato.

Ora i punti sono i seguenti:
- la facoltà data dalla Legge no. 44/2012 è si facoltativa, ma ciò può derogare l’art. 1277 cc che sancisce il corso legale della moneta? In particolar modo per coloro che vendono beni e servizi il cui valore unitario è superiore ad Euro 1'000 (il costo della camera a notte era di Euro 1'100 circa) ed ha clientela internazionale (vi erano diversi svizzeri, russi etc in albergo) non diventa implicitamente un obbligo l’applicazione della deroga e la conseguente comunicazione preventiva di adesione alla deroga?;
- l’indicazione di non accettare pagamenti in contanti superiori ad Euro 1'000 sulla loro conferma può derogare l’art. 1277 cc sul corso legale della moneta? Ha effetto legale?
- l’asserita complessità della norma e le procedure burocratiche da espletare per poter ottenere l’autorizzazione preventiva da parte dell’agenzia delle entrate e poter poi accettare i contanti conformemente a quanto previsto possono essere elementi tali per non applicare la norma stessa?

Grazie in anticipo



Alex

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