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STUDI LEGALI SEMPRE PIU' ORGANIZZATI

30 Ottobre 2017 - Autore: Redazione


A partire da oggi gli studi legali di qualunque dimensione operanti in Italia potranno contare sulla prassi di riferimento “Studi legali – principi organizzativi e gestione dei rischi connessi all’esercizio della professione” frutto della collaborazione tra UNI e ASLA che intende fornire alcuni criteri di riferimento per la gestione organizzata, razionale e verificabile della propria attività professionale.
Gli obiettivi
La prassi ha come obiettivo quello di promuovere l’organizzazione come requisito necessario per una corretta gestione degli studi legali e di favorire la diffusione della normazione volontaria nel settore dell’Avvocatura.
A cosa serve?
La prassi semplificherà la futura certificazione di conformità da parte di organismi terzi indipendenti e ufficialmente accreditati a tal fine e consentirà – agli studi legali certificati – di beneficiare della riduzione dei costi relativi alle coperture assicurative obbligatorie.
La prassi aiuterà gli studi legali nella prevenzione e gestione dei rischi caratteristici della professione forense, quantificarne razionalmente l’entità in rapporto alle varie attività svolte, valutare l’adeguatezza della propria organizzazione al riguardo e definire le azioni dirette a contenere i rischi, misurandone l’efficacia nel tempo.
Come suggerito dalla prassi il modello organizzativo dello Studio legale si deve fondare su alcuni principi, che devono essere non solo una dichiarazione di intenti, ma strumenti efficaci dimostrati attraverso azioni concrete ed evidenze documentate. Tra questi vi è: l’avere un’organizzazione basata sulla preventiva individuazione del contesto di riferimento, una chiara individuazione ed efficace distribuzione dei ruoli e delle responsabilità, una gestione corretta ed efficace dei componenti dello Studio legale, l’orientamento al cliente, il controllo dei rischi, avere un obiettivo continuo di miglioramento, l’adozione di procedure uniformi per le prestazioni professionali, l’orientamento al rispetto dei requisiti cogenti.
Tra le novità: un maggiore orientamento al cliente
La prassi spinge verso una maggiore trasparenza del flusso informativo verso il cliente basata sull’adozione di una politica efficace di relazione e di comunicazione col cliente e lo svolgimento di indagini periodiche e documentate sulla sua soddisfazione con metodologie variabili (interviste personalizzate, questionari anche anonimi) a seconda delle caratteristiche dello studio stesso. Lo studio legale deve rendere tracciabili e valutabili adeguatamente le eventuali critiche o segnalazioni del cliente.
"La normazione si è evoluta dai prodotti, ai processi, ai servizi fino alle professioni, in una logica di attenzione all’equità, alla chiarezza e alle tutele delle controparti (di qualsiasi tipo). Ora l'attività dell'UNI facilita lo sviluppo dell’“economia relazionale”, cercando di prevenire e risolvere i contrasti, favorendo le interazioni tra le parti e annullando le contrapposizioni" – sottolinea Piero Torretta, Presidente di UNI.
 
"La Prassi di Riferimento per gli studi legali sarà presentata ufficialmente il 13 dicembre prossimo in occasione di un evento nazionale del Consiglio Forense, inoltre nel corso del 2018 diventerà la base per presentare ai futuri avvocati (e a quelli più giovani che sono appena entrati nel mondo del lavoro) come dovrebbe essere organizzata la professione: cioè a regola d'arte, sempre orientata al miglioramento e svolta nel pieno rispetto dei clienti, dei collaboratori e dei dipendenti degli studi" – dichiara l’Avv. Fulvio Pastore Alinante, Vice Presidente e Segretario Generale ASLA.
 




            

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