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SONO IO CHE ACQUISTO BOT A TASSO NEGATIVO E VI SPIEGO PERCHE'

24 Ottobre 2017 - Autore: Redazione


Bot collocati dallo Stato italiano al -0,40% di rendimento, nella sostanza devi pagare per prestare i soldi al Governo. Un investimento, peraltro, con un certo rischio perché indebitato. Ma chi è così folle da fare questo tipo di affari? Finanza e Diritto, per la prima volta in Italia, ha sentito un grande e sistematico acquirente di titoli di Stato italiani ed esteri a tassi negativi. L'operatore, chiedendo precise garanzie sull'anonimato, ha spiegato nel dettaglio le ragioni di questa scelta. 

 

“Le banche” - spiega il nostro money manager, “applicano un trattamento diverso agli investitori privati (famiglie), rispetto alla imprese ed agli investitori istituzionali (banche d'affari e fondi di investimento). Più in generale, sui conti sotto 100mila euro non fanno praticamente pagare nulla o addirittura ti riconoscono un tasso di interesse positivo. Le cose cambiano se invece sei una banca o un fondo o più in generale, molto probabilmente, se se hai un conto superiore a 100 mila euro. In questo caso le banche depositarie ti applicano un interesse negativo, ossia ti prelevano dei soldi. Le banche tedesche arrivano ad applicarti anche uno 0,7% di tasso negativo”.

“Qualcuno potrebbe suggerirti che esistono conti deposito o vincolati che offrono rendimenti positivi o anche etf obbligazionari”, ha evidenziato il nostro gestore, “il problema è che queste soluzioni sono impraticabili per alcuni investitori istituzionali (hedge fund, fondi comuni). “Io in particolare”, ha spiegato nel dettaglio confidenzialmente il gestore, “opero con un fondo hedge e sono obbligato a detenere della liquidità per fare market timing, cioè cogliere le opportunità sui mercati”. Allo stesso tempo, anche i fondi e le banche devono tenere un minimo di liquidità per soddisfare le esigenze dei clienti. 

 

Altra soluzione potrebbe essere quella dei conti in dollari o in sterline remunerati in positivo. In questi casi, però, si prende il rischio di cambio, con oscillazioni anche del 3% in una settimana. Una prospettiva che alcuni gestori vogliono evitare da un lato o devono evitare per regolamenti dei fondi, in ogni caso serve poi la figura di un cambista per gestire le posizioni o di un team se la liquidità depositata è più significativa. 

Meglio quindi detenere Bot a 3 mesi al -0,40% che pagare lo 0,70% sul conto, “senza contare che molte volte sui Bot di più lunga durata abbiamo realizzato delle plusvalenze!”. 

Va tenuto conto, infine, che la banche che assicurano la liquidità non ci speculano sopra prelevandoti del denaro sul conto, ma esse stesse per poter garantire liquidità la depositano presso la Bce, pagando lo 0,40%. 

 

Giuseppe Di Vittorio

 

 

 



            

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