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IL BALLO DI CASTANO, IL RACCONTO DI UN’ESISTENZA IN DIVENIRE

5 Giugno 2015 - Autore: Redazione


Un libro diverso rispetto alle convenzioni sociali, alla consueta comunicazione fino ad arrivare alla diversità nella fantasia, con l’imperare del gioco degli equivoci, con la penalizzazione sociale del diverso, le follie del destino, gli errori che si ripetono nostro malgrado, il voler essere diverso a tutti i costi, il non omologare ciò che è tradizionalmente omologabile.

Il Ballo di Castano è il romanzo d’esordio di Luca Ponti che, nello scrivere, si spoglia della sua toga di avvocato per entrare nella fluidità del pensiero più profondo, dove non si distinguono ragione o verità, e tutto approda nell’irrazionale pur navigando con il credo delle regole.

Avvocato Ponti, come nascono l’idea di dar vita a questo libro nonché il singolare nome del protagonista, Castano Dittongo?
Ho sempre coltivato la scrittura. “Il ballo di Castano” è un’opera che ho scritto nel corso di molti anni, raccogliendo in questo romanzo le avventure di Castano Dittongo, una singolare raccolta di esperienze, vissute o immaginate dal personaggio di Castano Dittongo, in un viaggio che è formazione sentimentale, è avventura, è immaginario, è racconto psicologico e altro, un percorso che parte dalla concezione del tempo e della propria esistenza in divenire filtrata attraverso diversi piani di lettura.
Il nome del protagonista, Castano Dittongo, deriva da un gioco di parole: Casta no = non virtuoso e Dittongo che vuole sfruttare l’ossimoro del distinguibile, cioè due vocali, ma nello stesso tempo un unico suono.
Ho voluto scrivere un libro incentrato sul concetto del diverso. Un libro volutamente di non risposte, di non certezze, di ricerche fini a se stesse. E allora sì/no, voglio/non voglio o riesco/non riesco contraddistingue questa ricerca che ci conduce alla paura dell’ignoto, al passato che magari esplori, vorresti eliminare/cancellare, ma che fa ineluttabilmente parte di te e non lo sai….
Ma alla diversità dell’esplorazione interiore si associa anche il tentativo di condurre il lettore alla diversità della struttura del pensiero fino a scappare dalla logica corrente e dalla stessa struttura della logica di un libro (lieto fine, triste fine, una storia con un capo e una fine, vuoti di consapevolezza) fino ad uscire dalle stesse pagine di un libro perché il pensiero liquido va oltre, è parte di te.

Le avventure di Castano ci invitano a riflettere con lui sulle nostre avventure quotidiane, affrontando i grandi quesiti della vita. Come si dipana il racconto lungo il viaggio della sua esistenza?
Il personaggio vive una serie di situazioni grottesche, singolari, fantasiose e piene di suggestioni attraverso le quali ho esplorato diversi aspetti del vivere quotidiano. Le situazioni che Castano affronta rimandano a riflessioni più profonde sul senso della verità e dell’apparenza, sulla capacità di comunicare, sull’inganno e l’autoinganno, sul significato del proprio lavoro, sulle aspettative degli altri, sulle proprie paure, i fantasmi, le zone oscure della nostra mente, le ossessioni, le perversioni, le cattive abitudini di cui facciamo fatica a liberarci e di cui forse non dovremmo liberarci affatto, l’ipocrisia nei rapporti, la paura dell’altro da sé, il dolore.

“Castano quella sera era davvero alla frutta. Non sapeva più cosa fare e dove andare. […] Solo l’incoscienza avrebbe potuto salvarlo e decise di cercarla a fondo”. Chi si cela veramente dietro le vesti di Castano?
Chi è veramente Castano Dittongo? Un avvocato. Forse. O un assicuratore. Un edicolante. Un venditore di cetrioli. Un passante. Un barbone. Un pazzo. Castano Dittongo siamo noi, in un percorso globale, universale, un viaggio nell’esistenza nel corso del quale Castano incontra sé stesso e tutti noi, mettendo a fuoco con pochi tratti il significato stesso dello stare al mondo.

Il suo stile si rifà alla tradizione letteraria del poema eroicomico in prosa, inaugurata da Stern e portata all’apice da James Joyce. Quali sono gli elementi del racconto psicologico che riflettono tale tradizione ne Il Ballo di Castano?
Le vicende di Castano ripercorrono avanti e indietro flussi di memoria e di pensiero liquido portandoci faccia a faccia con situazioni ed emozioni difficilmente spiegabili con la logica sequenziale. Certo alcuni elementi sono autobiografici, ma la diversità è proprio contemplare che diversamente si possa interpretare il tutto, compreso il diverso, senza pensare di avere un trama mentale definita e unica.
Ognuno può leggere qualcosa di diverso nella mia descrizione di pazzia/normalità/diversità ed è un po’ l’opposto di quello che io provo a fare ogni giorno (convincere un giudice/cliente ovvero PM che ho ragione, che io ho ragione, che la mia tesi ha ragione), ma un libro sulla diversità non può avere un’unica ragione. Si può credere nella fede o credere nel rispetto delle regole, ma gli esiti sono sempre incerti, così come ci sono aspetti fondamentali che perdi e non capisci o che si spiegano e dispiegano solo nella irrazionalità della comunicazione.

Claudia Chiari
 




            

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